
Situata su una rupe di tufo a oltre 800 metri sul livello del mare, il poeta latino Orazio – nato nella vicina Venosa – canta Acerenza con queste parole: “caelsae nidum Acherontiae”. Questo borgo è davvero il “nido d’aquila dell’alta Acerenza” ricalcando dal punto di vista urbanistico la tipologia delle cittadelle murate medioevali. Costruito con arenaria locale, nel tessuto cittadino spicca il complesso absidale della cattedrale costruita nel XI secolo e di stile romanico-cluniacense. Intorno, fra gli stretti vicoli e le terrazze che aprono scorci sul panorama di dolci colline, si incontrano gli splendidi palazzi gentilizi settecenteschi con i loro portalini in pietra, ornati di sculture semplici o da stemmi di antiche famiglie acheruntine. Dopo una passeggiata, immersi nella storia e nella natura del luogo non può mancare un buon piatto di maccaroun a desct (pasta fatta a mano e condita con sugo di carne o abbinata a legumi) o di z’zridd (pasta di piccolo formato con fagioli o lenticchie). Concludendo degnamente il pranzo con la lagana chiappout: un dolce preparato con lagane (pasta lavorata a mano utilizzando farina di grano duro), speziato con cannella, noci, mandorle e insaporito alla fine con vino cotto.
"L'impresa ha beneficiato di un contributo della Regione Basilicata di importo pari ad euro 14.265,17 per l'acquisto di n. 1 veicolo elettrico da destinare alla propria attività economica."